sabato 18 giugno 2011

Niente placche né groppi alla gola, solo prurito

Sto piangendo.

Anzi no, ma vorrei tanto farlo. Ieri una ragazza col mal di gola ha cambiato la mia giornata, mi ha svegliato da un torpore di origine lavorativa che non riuscivo a combattere. Non è stata un'esplosione e poi basta, non è durato il tempo di un lampo. Mi ha tenuto compagnia, semplicemente. E quando se n'è andata mi sono accorto di stare meglio. Ha pulito la polvere del vuoto che avevo sulla pelle. È strano come certa gente ci riesca, quasi involontariamente, quasi senza saperlo.

La sensazione del cambiamento, il bellissimo sbadiglio del risveglio. Nel momento stesso in cui l'ho avvertito, ero già pronto per vivere ancora di più, nonostante qualche minuto prima mi fosse venuta in mente la farse del titolo: né placche né groppi alla gola, solo prurito. Era prurito di vita, desiderio inascoltato di placche e di groppi a perdita d'occhio.


E in serata quel ragazzo di Big Sur, che ha provato così tanto a cambiare la sua terra, a trovarci un senso e una strada per sé, che con la sua fantasia le ha cambiato il nome. Le ha donato la sua poesia, i suoi anni, le sue parole e le sue lacrime. La terra indegna però l'ha rigettato, dopo averlo masticato, come un boccone dal sapore indigesto.


"Sto partendo", mi dice. E io ci metto qualche secondo prima di capirne la portata. Prima di intravedere quel dolore, quel senso di vuoto e di buio che in un attimo mi prende tra le braccia con sé.
Il paradosso di questa terra a forma di stivale, che odora di fogna dentro e fuori. Provare a calzarlo e non riuscirci, sentendosi persino più miseri dello stesso stivale.
I barbari dovevano bruciarla, questa serva, questa nave in tempesta senza nocchiere, questa troia oltre la cinquantina e tossicodipendente, ammalata e raggrinzita, che si veste in pelliccia per andare a sentir messa, facendo l'occhietto a vecchi impotenti che si sbavano sul cappotto.

Esistono madri che non meritano i figli che hanno, ma i figli sopportano, soffrono, penano per farsi apprezzare. Ma da chi? Da chi?

Ora lo sento. Sento le placche e sento il groppo. E sento ancora il prurito. Ora forse sto davvero piangendo.


1 commenti:

Marco ha detto...

Grazie per le parole e le lacrime, Aa. Anche a nome di tutti gli altri ragazzi di Big Sur, che hanno dovuto lasciare questa madre vacca e distratta.
Andiamo a correggere la fortuna, come sempre.