domenica 23 gennaio 2011

Proposito per il nuovo anno: fare una piccola fermata di tanto in tanto su di me.

Quando andavo al liceo avevo un sogno nel cassetto: fare l'artista di strada. Ben truccata. Con un abito d'epoca.
Pensavo che se avessi avuto le doti, avessi imparato a tirarle fuori e avessi avuto il coraggio, un giorno sarei riuscita a girare un po' l'Italia e magari l'Europa per esibirmi nelle piazze delle belle città. E, per l'appunto, fare l'artista di strada.
Così un giorno dei miei diciotto anni, mi sono alzata una mattina e ho deciso di provare. Di scoprire che effetto fa esibirsi davanti a tante persone, in mezzo a una piazza del centro della tua città, ma comunque protetta da tubetti di cera in faccia. Ho scelto le musiche. Ho scelto la cera. E alla fine ho scelto l'abito per farlo. Mi sono preparata per mesi in casa. Davanti allo specchio del salone, controllando i movimenti del corpo e i tremolii agli occhi. Poi è arrivata la primavera, ho preso stereo, cera e due amiche sotto braccio per farmi accompagnare al centro. Piazza Navona.
Mi sono truccata in piazza con uno specchietto, attenta a ogni angolo facciale. L'emozione tanto cercata la ritrovavo anche nell'atto preparatorio. La gente si fermava per osservarmi. Incuriosita. Forse stupita. La fase di preparazione è stata gustata in ogni minimo istante, finchè non mi sono decisa. Ero pronta. Potevo mettermi in piedi e provare il mio pezzo mimico. Un'amica mette lo stereo in play, l'altra si mette nella prima e unica fila davanti, a guardarmi. E parte lo spettacolo.
Il vero gusto è stata la soddisfazione di sentirmi qualcosa di diverso. Un manichino in movimento. Sotto celate spoglie. Non ero Clelia. Non ero donna. Non ero voce. Ero qualcun'altro. Qualcosa che dava i brividi anche a me stessa. Ultimamente il desiderio di quella sensazione si sta rifacendo sentire. In fondo, in fondo quel sogno nel cassetto è sempre rimasto dentro di me. Dentro quella parte di me che si è sempre immaginata un po' più forma che persona. Un po' più Cles che Clelia.

1 commenti:

Marco ha detto...

Io penso che quella sensazione, quel brivido, li ritrovi con le tue parole -che è sempre un piacere leggere. Comincia a prepararti, premi Play.
Io sono qui insieme agli altri ad aspettare la tua prossima esibizione.