martedì 4 ottobre 2011

Poco più di un minuto per essere umani

PREMESSA: Oggi ho sottratto in modo calcolato quindici minuti al mio lavoro. Avevo iniziato a scrivere questo post sul tempo e, ironia della sorte, un'emergenza mi ha costretto a interrompere e a continuare una volta tornato a casa.
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Non so se vi ho mai detto che ho un blog di calcio. Risultati, anteprime, qualche commento...la solita roba, niente di che. È un modo di condividere una passione, e di restare in contatto con alcuni amici che mi fanno il favore di collaborare.
Quando il progetto è partito, ho messo un annuncio su un paio di siti per vedere se c'era qualcuno che poteva essere interessato a scrivere di tanto in tanto un articolo. Naturalmente ho specificato, scrivendolo a caratteri cubitali, che si trattava di una collaborazione non retribuita. Ho aggiunto che era un modo di "giocare a fare il giornalista sportivo".

Ecco però cosa succede. Arrivano delle email di persone ultra formate che chiedono un lavoro, convinte si tratti di una vera e propria occupazione retribuita. Persone che forse vanno veloci e non leggono tutto, persone che nel dubbio (ma quale dubbio?) ci provano. La verità è che non ci sono i soldi, non c'è lavoro, non c'è nemmeno speranza. Non c'è tempo per niente. Ho scosso la testa leggendo curriculum di persone in gamba che volevano che io dessi loro uno stipendio.
Chiaro che io, che già perdo tempo (non immaginate quanto) con questo blog amatoriale di calcio, non avevo tempo per rispondere a nessuno. Contavo di mettere da parte 3-4 curriculum buoni, di gente che aveva inteso non fosse un'attività remunerata, e poi selezionare uno tra questi. Le altre email nel cestino, al costo di pochissimi click.

Però c'è stata una ragazza a cui ho risposto. Il suo curriculum era il migliore di tutti, e aveva esperienze nella redazione di articoli per portali di moda e turismo. Sapeva quello che valeva, e aveva anche aperto una Partita Iva per essere una vera freelance. Laureata 110 e lode in Giurisprudenza, conoscenza lingua italiana, inglese e francese: non dico altro. Chiaro che fosse la candidata più sprecata del mondo, per scrivere sul mio squattrinato blog.
E allora le ho scritto. Le ho scritto che evidentemente le era sfuggita la parte più importante dell'annuncio, le ho scritto che era così ben formata e determinata, che doveva mirare decisamente più in alto. Le ho scritto che proprio in virtù delle sue qualità le auguravo il massimo del successo nella vita.

Scrivi messaggio -> Invia messaggio -> Messaggio inviato.  Mi ci è voluto poco più di un minuto.


Poi ho dimenticato tutto. Ho trovato la risorsa che cercavo e ho smesso di guardare l'email usata per l'annuncio (oltretutto erano passate 3 settimane). Ieri mattina, mentre controllavo la posta, l'oscuro potere del completamento automatico mi ha portato nell'altro indirizzo.
Insieme a un paio di annunci, c'era quella ragazza che mi rispondeva.


Ciao Edoardo, piacere di conoscerti. Mi permetto di darti del tu e ti ringrazio per la mail e per il tempo che mi hai dedicato.
Auguro a te e ai tuoi collaboratori il meglio,

Elisa




2 commenti:

Marco ha detto...

Vale la pena di prendersi un minuto per leggere questo post. Grazie AA.

clelia ha detto...

in questo mondo di precari che non sono più la forza-lavoro di questo Paese (cioè giovani e gente meno giovane eppure sempre troppo "giovane"), l'unica cosa che permette la loro sopravvivenza forse resta solo la solidarietà. Come quella che hai tu per gli altri e che ricevi.
Non siamo più la forza-lavoro del Paese, dicevo (questo è davvero un Paese per Vecchi!). Magari fossimo almeno una Forza, però...
like you, STRONG DERE!!! :)