martedì 23 agosto 2011

Le sconfitte ti avvicinano a Dio, ma le vittorie ti mandano nel Disco Inferno


Sono qui, con una birra e una tastiera, per un motivo molto semplice: le celebrazioni possono essere fatte solo quando si e' da soli. Non so come dire, e non so perche', ma so che e' cosi'.
Chiaro, sono passato dalla trafila: festeggiamenti in famiglia, baci e abbracci, telefonate che mi hanno anche fatto commuovere (accidenti a voi!). Pero' alla fine ti trovi sempre solo con quella mezza birra sgasata che non smetti piu' di bere, e la testa ronzante di mille cose futili che ti allontanano da quell'unico pensiero che ti dovrebbe importare: ce l'hai fatta. A modo tuo, in quello che ti importava, coi tuoi tempi, e sempre pronto a cadere in qualunque abisso, ma ce l'hai fatta.
Scusatemi, non sono molto bravo in queste cose. Ecco, aspettate, mi bevo un altro sorso e sono da voi. Mh. Ecco, ecco, ci sono.
Dicevamo? Ah si': celebrazioni. Non sono cose a cui sono abituato. Penso che lo stesso si possa dire, purtroppo, per la stragrande maggioranza. E anche quando capita, chi ha voglia di festeggiare un cazzo di compleanno o anniversario o cazzate del genere? Sono solo numerini che non vogliono dire niente, se non per quelli che tengono il conto.
Pero', raramente, qualche volta capita. Capita di dover festeggiare, e allora che cazzo fai? Non lo so. Personalmente, sono sempre stato pronto per le cattive notizie, e mai per quelle buone. Lo so che sembra paradossale, o al limite anche una sbruffonata, ma e' cosi'. Le belle sorprese, le buone notizie, mi denudano, mi lasciano come un coglione, mi costringono alla ritirata dietro una battuta ed una faccia formale, proprio perche' NON ci sono abituato. Non so gestirle,queste cose, ne' tanto meno capirle. Vedo la gente intorno a me, e mi comporto di conseguenza -ma non sono mai spontaneo in questi casi, ne' genuino. Non faccio il finto modesto: mi sento coglione per davvero. Non sono mai stato quello che agitava la bottiglia di champagne e poi la apriva ridendo tra gli schizzi: semmai, ero quello che si beveva il suo whisky in disparte mentre tutti urlavano.
Non capivo le vittorie, perche' ero troppo impegnato a tendere i muscoli delle spalle per reggere le sconfitte. Mi aspettavo sempre il peggio, che poi puntualmente si avverava. Anzi, era l'unico settore che riusciva ancora stupirmi in quanto a risultati sempre piu' avanzati.
Non voglio fare la piccola fiammiferaia, ne' raccontarvi la mia cazzo di storia, o dirvi quanto, una persona come me, puo' aver aspettato un momento del genere. Sarebbe lungo, e noioso. Ognuno sa che c'e' quel momento che aspetta da tempo. Questo e' il mio.
Pier Vittorio Tondelli (sempre lui) all'inizio di "Rimini" fa dire al suo personaggio, che ha appena ricevuto una promozione: "Le vittorie si possono festeggiare solo col proprio barista preferito".
Sacrosanto, direi. Stasera mi andrebbe anche la presenza di 4 persone di mia conoscenza, che sono party animal anche se un paio di loro non lo sembrerebbero a prima vista. Ma sono lontani, e io brindo anche alla loro. E visto che stasera sono anche barista di me stesso, saro' indulgente e non mi caccero' a pedate nel culo come meriterei. Vi dico soltanto: ogni tanto, serve. Ma non fatevelo bastare mai.
C'e' sempre dell'altro.
E adesso, se permettete, mi festeggio.
Il prossimo giro lo offro io.
Per stavolta.

2 commenti:

Edoardo ha detto...

Al tempo di una certa qual raccolta di racconti, ricordo che lessi qualcosa del genere, qualcosa di tuo. A memoria mi sono tornate molte cose lette. L'importante è godere dei momenti, almeno dei tuoi. Non conta così strettamente se con la faccia interdetta o un sorriso mai stanco (anche quelli che festeggiano sempre e sempre sul serio possono sembrare coglioni). Quindi goditi quella birra sgasata, che io un paio di settimane fa ho assaggiato una barley gran riserva scaduta da oltre tre mesi e devo dirti che non era affatto male.
Il prossimo giro, senza birre scadute, lo offro io.
Intanto qui brindo alla tua.

Anonimo ha detto...

in ogni vittoria conseguita c'è sempre un po' di sconfitta ed in ogni sconfitta c'è sempre un po' di vittoria ...basta decidere da che parte guardarle...e cio' va oltre le generazioni, oltre il tempo...non ha confini ma solo i limiti che noi uomini tentiamo di mettere forse per paura di raggiungere i nostri sogni che una volta raggiunti non saranno piu' tali e poi?
Basta godere del grigio che inevitabilmente c'è fuori e farlo diventare del colore che vogliamo senza stare troppo a criticare coloro che adorano il grigio.
forse ho scritto delle cazzate ma se in questo hotel è permesso accettatele trasformandole del vostro colore preferito.