giovedì 14 aprile 2011

"invisibile altrove dell'anima"

insabbiate... ecco come sono le mie sensazioni, insabbiate. Come quando il vento fastidioso sulla spiaggia copre di sabbia giusto la pagina del libro che hai appena lasciato, per accendere una sigaretta...
Sto seduta nel mio solito posto all'università, circondata da duecento persone (quando mi va bene sono solo duecento!), eppure sono immersa in un mondo che non sembra proprio essere reale. Attendo che arrivi qualcuno a parlarci di un istituto di diritto privato o di quell'altro di diritto romano...
Attendo solitamente di incrociare sguardi, è questo quello che faccio nella maggior parte del tempo "libero", incrocio sguardi, cerco sguardi, scruto, discretamente, ma scruto. A volte ho un libro con me, anche dentro quelle aule piene di storia, tanto che a starci dentro ti senti piccolo, ma così piccolo da credere di non meritare quelle mura. E quel libro a volte non lo apro nemmeno, lo prendo e nelle pause cerco di sentirne l'anima, magari quel libro l'ho finito la notte prima(!); ma è solito dalle mie parti dire che un libro non inizia a vivere mentre lo leggi, ma quando hai finito di leggerlo.... inizia ad avere, solo quando lo hai chiuso, quel particolare soffio vitale... e io solitamente voglio goderlo anche il giorno dopo quel soffio vitale...
Oggi avevo "Accabadora" tra le mani, al sole, nell'atrio della facoltà... ho cercato quella frase debolmente segnata a matita...
"Come gli occhi della civetta, ci sono pensieri che non sopportano la luce piena. Non possono nascere che di notte, dove la loro funzione è la stessa della luna, necessaria a smuovere maree di senso in qualche invisibile altrove dell'anima"
ricordavo che mi piacque quella espressione... "invisibile altrove dell'anima"...
però quasi a ricordarmi che, no, non era ancora notte (e che quindi non era ancora tempo per smuovere quelle maree di senso), suonò la campana della cappella universitaria... erano le dodici e un quarto e io dovevo tornare in aula a cercare un posto da quale cercare di assorbire il più possibile da tutti, professori e colleghi... scrutare non sarà il mio forte, ma non rinuncio a farlo... penso sia un modo intelligente di cogliere il senso delle cose, alimentando così il fuoco delle maree di senso che sconvolgono le mie notti.

tenete botta

2 commenti:

Edoardo ha detto...

benvenuta! pochi ingressi mi sono apparsi sontuosi come il tuo. i drink sono già pronti.
quando vuoi...

pioggiasugliocchi ha detto...

ma dai!!! sontuoso....
mmm andiamo al bar che è meglio... ma la apriamo l'area fumatori??? piove per uscire fuori e accendersi una sigaretta!!